Il recente Tavolo Automotive promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy
ha riportato l’attenzione sulla necessità di accelerare le riforme a sostegno della competitività della filiera automotive.
La ricerca industriale come leva per la competitività della filiera automotive
La ricerca industriale rappresenta uno degli strumenti più efficaci per raggiungere questo obiettivo, perché consente di validare tecnologie emergenti e accelerarne l’applicazione nei processi aziendali.
“Una grande spinta alla ricerca e all’innovazione nelle nuove tecnologie della mobilità e quindi agli investimenti produttivi, per affrontare la transizione industriale ed energetica nel momento decisivo in cui le case automobilistiche rivedono i loro piani industriali per rispondere meglio alla sfida del mercato e alla concorrenza asiatica.”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.
Le direttrici operative sono tre:
- lo sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e altre soluzioni di mobilità, nonché sistemi di alimentazione e propulsione che aumentino l’efficienza del veicolo minimizzando le emissioni;
- lo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura;
- la diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche.
Piano incentivi MIMIT per la filiera automotive 2026-2030
Il nuovo piano del Governo per la filiera automotive, disciplinato dal DPCM del 10 giugno 2026, stanzia risorse pari a 1 miliardo 343 milioni di euro destinate al sostegno delle imprese della filiera per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione.
Il 70% dei fondi sarà destinato alle imprese della filiera, ovvero alle aziende costruttrici e alla componentistica (dall’elettronica ai software, alla meccatronica).
Circa 631 milioni di euro, andranno a sostenere progetti di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati allo sviluppo di tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, attraverso lo strumento degli Accordi per l’innovazione.
Altri 300 milioni di euro andranno invece a finanziare programmi di investimento delle piccole e medie imprese della componentistica attraverso lo strumento dei Mini-contratti di sviluppo.
Per progetti di investimento più importanti, dai 20 milioni di euro, il riferimento è invece alla misura dei Contratti di sviluppo.
Le tempistiche di apertura degli sportelli e le modalità di sottomissione delle domande di finanziamento saranno definite a breve con la pubblicazione dei relativi decreti attuativi.
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