Nel panorama degli strumenti di sostegno all’innovazione in Italia, gli Accordi per l’innovazione 2025 rappresentano un’opportunità significativa per imprese, centri di ricerca e altri soggetti che intendono realizzare progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con rilevante impatto tecnologico.
Che cosa sono gli Accordi per l’innovazione 2025?
Gli Accordi per l’innovazione 2025 sono un bando del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che mira a sostenere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati tramite accordi tra imprese e le amministrazioni pubbliche competenti (Regioni, Province autonome o altri enti).
Insomma, non è un bando per tutti, ma certamente ci troviamo di fronte a un’agevolazione che può rappresentare una svolta per molte imprese italiane. Il bando Accordi per l’innovazione 2025 fa seguito alle disposizioni normative del Decreto ministeriale 4 settembre 2025, che ha aggiornato le procedure per la concessione e l’erogazione delle e ha stanziato complessivamente 731 milioni di euro per l’intervento di cui:
- 530.000.000,00 euro a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS), destinati al sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento:
- Automotive
- Materiali avanzati
- Robotica
- Semiconduttori
- 201.000.000,00 euro a valere sulle economie del Piano sviluppo e coesione MIMIT 2014-2020, per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento:
- Tecnologie quantistiche
- Reti di telecomunicazione
- Cavi sottomarini
I progetti potranno essere presentati in forma singola o in raggruppamento di imprese e, facoltativamente, organismi di ricerca, fino a 5 proponenti e avere una durata tra i 18 e i 36 mesi.
Le spese e i costi ammissibili del progetto saranno comprese in un intervallo stabilito tra 5 milioni di euro e 40 milioni.
Accordi per l’innovazione 2025: a chi si rivolge il bando
Chi può accedere agli Accordi per l’innovazione 2025? L’agevolazione è destinata a imprese di qualsiasi dimensione che abbiano almeno due bilanci approvati al momento della domanda, e che svolgano attività industriali (comprese quelle artigiane). Inoltre, sono ammessi anche centri di ricerca come soggetti beneficiari.
Accordi per l’innovazione 2025: l’incentivo
Entriamo nel merito dell’incentivo degli Accordi per l’innovazione 2025. L’agevolazione prevista può essere concessa nella forma di contributo diretto alla spesa e, se richiesto dalle imprese, di finanziamento agevolato, entro limiti stabiliti. Per tali ragioni, possiamo dire di trovarci nell’ambito dei finanziamenti a fondo perduto.
Le intensità massime di aiuto sono articolate in base alla dimensione dell’impresa:
- Fino al 60% per imprese di piccola dimensione;
- Fino al 50% per imprese di media dimensione;
- 40% per imprese di grande dimensione.
Per gli organismi di ricerca, invece, le agevolazioni del bando Accordi per l’innovazione 2025 sono esclusivamente sotto forma di contributo e previste percentuali distinte (50% per ricerca industriale e 25% per sviluppo sperimentale).
Scadenze del bando Accordi per l’innovazione 2025
Le domande per accedere agli Accordi per l’innovazione 2025 possono essere presentate esclusivamente via telematica, secondo le modalità e i termini stabiliti dal decreto direttoriale del 27 ottobre 2025: dalle ore 10.00 del 14 gennaio 2026 fino alle ore 18.00 del 18 febbraio 2026.
Accordi per l’innovazione 2025: i vantaggi per le imprese
Per finire, andiamo a mettere sulla bilancia i pro e i contro degli Accordi per l’innovazione 2025.
Per un’impresa beneficiare dell’agevolazione offre diversi vantaggi:
- la copertura (in parte) dei costi del progetto attraverso contributo diretto e possibilità di finanziamento agevolato, migliorando la redditività effettiva dell’investimento;
- la possibilità di realizzare progetti ambiziosi che altrimenti potrebbero essere difficili da finanziare solo con risorse interne;
- il rafforzamento del network di ricerca, soprattutto nei casi in cui si tratti di collaborazione con centri di ricerca o altre imprese;
- potenziali benefici in termini di immagine e capacità competitiva, in un contesto dove l’innovazione è sempre più fattore differenziante.
D’altro canto, ci sono implicazioni da considerare: l’impresa deve avere una struttura già consolidata (almeno due bilanci approvati), deve rispettare vincoli temporali e finanziari rigorosi, e essere pronta a rendicontare e dare evidenza dell’effettivo avanzamento del progetto.
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