{"id":5127,"date":"2020-10-20T15:47:03","date_gmt":"2020-10-20T13:47:03","guid":{"rendered":"https:\/\/dyrecta.com\/lab\/?p=5127"},"modified":"2020-10-20T15:47:03","modified_gmt":"2020-10-20T13:47:03","slug":"lo-smartworking-nel-covid-tra-digitalizzazione-e-welfare-aziendale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dyrecta.com\/lab\/lo-smartworking-nel-covid-tra-digitalizzazione-e-welfare-aziendale\/","title":{"rendered":"Lo smartworking nel COVID : tra digitalizzazione e welfare aziendale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Smart working in senso ampio. <\/strong>Lo smartworking non \u00e8 una novit\u00e0 nel mondo dell\u2019organizzazione del lavoro aziendale. Molte imprese avevano posto in essere delle strategie di smartworking prima della pandemia da COVID-19. Nel 2018 il 56% delle grandi imprese aveva posto in essere dei processi rivolti allo smartworking e questa percentuale era arrivata al 58% prima della pandemia. I progetti di smartworking inoltre stavano anche migliorando nella dimensione qualitativa coinvolgendo, sempre nelle grandi aziende una popolazione dei dipendenti pari a circa il 48%. Tuttavia non v\u2019\u00e8 dubbio che con il COVID lo smart-working ha iniziato ad essere utilizzato in modo sempre pi\u00f9 significativo. Di seguito vengono analizzate le soluzioni dello smartworking implementate nella Coca Cola e in ACI.<\/p>\n<p><strong>Lo smart working della Coca Cola. \u00a0<\/strong>L\u2019azienda Coca Cola HBC Italia ha implementato un modello di smartworking nel 2013. L\u2019azienda ha un numero pari a circa 2.000 dipendenti in Italia con circa 5 stabilimenti dedicati in seguito allo svolgimento dei lavori per il trasferimento della sede principale nel nuovo edificio di Sesto San Giovanni a Milano. L\u2019azienda per mettere insieme il progetto ha creato un team multidisciplinare che grazie alle risorse umane ha realizzato le attivit\u00e0 di change management. L\u2019adesione al progetto \u00e8 stata lasciata nella libert\u00e0 dei dipendenti. In un primo momento \u00e8 stata offerta una flessibilit\u00e0 di luogo ovvero la possibilit\u00e0 di operativit\u00e0 in remoto. Tuttavia in seguito \u00e8 stata introdotta una flessibilit\u00e0 anche di carattere orario con l\u2019abolizione della timbratura ad inizio ed uscita. \u00c8 stato in seguito introdotto un sistema di monotimbrattura con il riconoscimento di libert\u00e0 ai dipendenti. La timbratura in smartworking avviene online in un sito dedicato. Nel 2019 hanno lavorato in modalit\u00e0 smartworking circa 335 persone quasi tutte nella sede di Milano totalizzando un numero di ore lavorate pari a circa 59.953. Ogni dipendente \u00e8 stato dotato di un laptop, di uno smartphone e di una connessione dati per realizzare l\u2019attivit\u00e0 di desk sharing. I dipendenti dell\u2019azienda hanno dichiarato di essere maggiormente flessibili e di riuscire a conciliare in un modo assai pi\u00f9 efficiente la vita privata e la vita professionale attraverso l\u2019ottimizzazione dei tempi e la riduzione dei costi. Inoltre i dipendenti che vengono periodicamente intervistati su questioni che fanno riferimento alla dimensione della soddisfazione del lavoro hanno dichiarato nel 2019 di essere pi\u00f9 soddisfatti di circa l\u20198% in pi\u00f9 rispetto al 2017. L\u2019azienda ha guadagnato con una riduzione degli spazi pari a circa il 20%. A seguito dell\u2019emergenza COVID le politiche di smart working dell\u2019azienda sono state potenziate e la sede di Milano della Coca Cola ha posto l\u2019intera popolazione dei dipendenti in una condizione dei smartworking per 5 giorni per week. I lavoratori erano preparati a tale modalit\u00e0 e hanno avuto anche il supporto tecnologico necessario per poter svolgere il lavoro produttivo nella dimensione smart. Tuttavia, la Coca Cola ha fatto una vera e propria formazione dei dipendenti al lavoro da remoto, e li ha dotati di adeguati strumenti digitali, di assistenza mediante delle piattaforme di e-learning, di una assicurazione sanitaria dedicata, supporto psicologico e partnership per accedere ai corsi di fitness online e a piattaforme di streaming. Sono state inoltre realizzate delle regole relative al funzionamento dello Smart working, con l\u2019indicazione degli orari dei meeting, l\u2019utilizzo dei collaboration aziendali. L\u2019azienda \u00e8 inoltre intervenuta anche sull\u2019equipment con dotazioni di monitor, sedie ergonomiche[1].<\/p>\n<p><strong>Lo smart working in ACI[2]. <\/strong>Il progetto di Smart Working di ACI \u00e8 stato avviato il 1\u00b0 luglio del 2018 con una sperimentazione di 6 mesi su 300 dipendenti nella sede centrale. In seguito nel corso del 2020 il numero dei dipendenti operanti da remoto \u00e8 cresciuto fino ad un valore del 14%. Lo smartworking in ACI \u00e8 stato soprattutto dedicato agli operatori della sede centrale. Gli operatori delle sedi provinciali sono stati esclusi per le difficolt\u00e0 di applicare la digitalizzazione dei servizi nelle sedi periferiche. I lavoratori accedono allo smartworking con un accordo individuale. Lo smartworking \u00e8 possibile per un giorno a settimana ed al lavoratore \u00e8 richiesta una reperibilit\u00e0 durante gli orari di lavoro. Il luogo dove viene svolto lo smartworking pu\u00f2 essere liberamente scelto dal dipendente con esclusione di luoghi pubblici. L\u2019azienda offre ai dipendenti dei computer ed un accesso da remoto. L\u2019attivit\u00e0 di smartworking \u00e8 stata accompagnata da un ampio processo di digitalizzazione che prevede l\u2019uso della firma digitale, dei documenti digitali, dei protocolli informatici ed anche una specifica formazione per i dipendenti. L\u2019obbiettivo di ACI \u00e8 di estendere l\u2019utilizzo dello smartworking alla popolazione dei lavoratori operanti negli uffici periferici attraverso l\u2019investimento nelle strutture digitali e dotando i lavoratori di adeguata strumentazione. I benefici per i lavoratori sono stati molto ampi soprattutto con riferimento alla possibilit\u00e0 di conciliare in modo efficiente i tempi di vita e di lavoro. Durante la crisi del COVID tutti i dipendenti ACI sono stati posti in smartworking o in alternativa hanno usufruito di ferie e permessi. La percentuale di lavoratori in smartworking ha raggiunto il 78%. Anche i lavoratori delle sedi provinciali hanno avuto accesso allo smartworking. Poich\u00e9 il lockdown ha ridimensionato significativamente il mercato dell\u2019auto anche la domanda di servizi automobilistici \u00e8 diminuita ed i dipendenti di ACI sono stati coinvolti in attivit\u00e0 di formazione attraverso l\u2019utilizzo delle piattaforme di e-learning. E\u2019 stato fornito anche adeguato sostegno psicologico.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni. <\/strong>In sintesi \u00e8 possibile affermare che lo smartworking \u00e8 una componente essenziale di due processi aziendali ovvero da un lato la digitalizzazione dei sistemi produttivi resa possibile della quarta rivoluzione industriale e dall\u2019altro lato le politiche di welfare aziendale che sempre di pi\u00f9 cercano di creare le condizioni per un lavoro sostenibile nel quale il lavoratore possa conciliare al meglio gli impegni professionali con gli impegni privati. Certamente le grandi aziende sono ampiamente avvantaggiate nell\u2019utilizzo dello smartworking. Tuttavia, visto che lo smartworking offre degli importanti vantaggi anche in termini di maggiore soddisfazione nell\u2019ambiente di lavoro \u00e8 auspicabile che vengano implementate delle politiche economiche in grado di promozionare l\u2019utilizzo dello smartworking anche nelle PMI.<\/p>\n<p>[1] https:\/\/www.osservatori.net\/it\/prodotti\/formato\/business-case\/lo-smart-working-in-coca-cola-hbc<\/p>\n<p>[2] https:\/\/www.osservatori.net\/it\/prodotti\/formato\/business-case\/lo-smart-working-in-aci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Smart working in senso ampio. Lo smartworking non \u00e8 una novit\u00e0 nel mondo dell\u2019organizzazione del lavoro aziendale. 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