{"id":3200,"date":"2018-05-04T12:26:36","date_gmt":"2018-05-04T10:26:36","guid":{"rendered":"https:\/\/dyrecta.com\/lab\/?p=3200"},"modified":"2018-05-04T12:37:47","modified_gmt":"2018-05-04T10:37:47","slug":"gdpr-nuovo-regolamento-ue-privacy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dyrecta.com\/lab\/gdpr-nuovo-regolamento-ue-privacy\/","title":{"rendered":"GDPR &#8211; NUOVO REGOLAMENTO UE PRIVACY"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><strong>Dal 25 maggio 2018 entra in vigore il GDPR, che contiene le nuove norme in tema di privacy. Cambiano le regole per le societ\u00e0 di telefonia, le pubbliche amministrazioni e anche le aziende che trattano dati personali. Ecco cosa bisogna sapere.<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Approvato nell&#8217;aprile del 2016 dal Parlamento Europeo, il GRDP (2016\/679) entra in vigore a tutti gli effetti il\u00a0<strong>25 maggio 2018<\/strong>. Ha lo scopo di rafforzare la tutela nel trattamento delle informazioni per tutte le persone fisiche all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea, indipendentemente da dove questi vengano custoditi. Si tratta, dunque, di un miglioramento rispetto alle norme gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p>Sono sei i principi sui quali si basa: stabilisce innanzitutto che i dati devono essere trattati in modo lecito, equo e trasparente nei confronti dell&#8217;interessato (art.5). Le finalit\u00e0 della raccolta di informazioni devono essere esplicite e legittime, e il loro uso deve essere limitato rispetto alle finalit\u00e0 stesse e circoscritto nel tempo rispetto all&#8217;obiettivo della raccolta. I dati devono essere aggiornati, quindi &#8211; se necessario &#8211; anche cancellati o modificati in modo tempestivo. Si stabilisce, inoltre, che chi si occupa di acquisire e consevare nomi, cognomi e numeri di telefono dei consumatori si adoperi per la loro custodia con un&#8217;adeguata sicurezza, pena sanzioni in caso di violazioni (<strong><em>data breach<\/em><\/strong>).<\/p>\n<p>Ma in cosa consistono le novit\u00e0?<\/p>\n<p><strong>Le novit\u00e0 per noi consumatori<\/strong><\/p>\n<p>Tra le modifiche introdotte dal nuovo Regolamento europeo c&#8217;\u00e8 quella che stabilisce un\u00a0<strong>trattamento chiaro e specifico dei dati<\/strong>. Se fino ad ora le aziende si limitavano a chiedere il consenso all&#8217;uso di informazioni come nome, cognome, numero di telefono o indirizzo email, ora dovranno specificare se lo scopo della richiesta sia quello di marketing (dunque promozionale), di profilazione (creare un profilo\u00a0<em>ad hoc<\/em>\u00a0al quale inviare messaggi specifici di natura commerciale o di comunicazione), di geolocalizzazione (andando a catalogare dati in base al luogo nel quale ci si trova), ecc.<\/p>\n<p>&#8220;Per ciascuna richiesta di consenso dovr\u00e0 essere chiarit\u00e0 la finalit\u00e0 esatta e non si potr\u00e0 andare oltre perch\u00e9 altrimenti si incapperebbe nel trattamento illecito&#8221; spiega l&#8217;avvocato Marisa Maraffino, esperto in Diritto dell&#8217;Informatica.&#8221; In questo modo le aziende si impegnano a una maggiore chiarezza, ma gli utenti sono responsabilizzati: se danno il proprio consenso, devono almeno leggere l&#8217;informativa per sapere quali sono le\u00a0<strong>finalit\u00e0 della raccolta dati<\/strong>&#8221; aggiunge Maraffino.<\/p>\n<p><strong>Stop alle clausole incomprensibili<\/strong><\/p>\n<p>Un altro passaggio importante del GRDP riguarda poi il linguaggio delle informative, che finora rappresentava una criticit\u00e0. Le societ\u00e0 che chiedono il consenso al trattamento dati devono farlo\u00a0<strong>in modo comprensibile<\/strong>, senza ricorso a un linguaggio tecnico. Occorrono caratteri ben visibili, che escludano clausole di difficile comprensione o lettura. &#8220;Finora le informative privacy erano pi\u00f9 un adempimento obbligatorio: rappresentavano fogli che non si leggevano mai oppure apparivano nei siti o nei form, come per le app o nei concorsi a premi, dove veniva spuntata la casella del consenso, senza aver capito il contenuto&#8221; spiega l&#8217;avvocato Maraffino. &#8220;In generale in questi anni \u00e8 aumentata l&#8217;esigenza di chiarezza nelle leggi, sia a livello italiano che europeo. Le norme sono pi\u00f9 chiare e le informative molto pi\u00f9 sintetiche, massimo una paginetta che contiene tutte le indicazioni dei diritti dell&#8217;utente&#8221; aggiunge l&#8217;esperta di diritto informatico.<\/p>\n<p><strong>Accesso e cancellazione dei dati<\/strong><\/p>\n<p>A differenza del passato, una volta dato il consenso al trattamento dei dati personali, il consumatore\u00a0<strong>potr\u00e0 comunque cambiare idea<\/strong>. Sar\u00e0 facolt\u00e0 dei cittadini non solo chiedere di conoscere\u00a0<strong>quali informazioni<\/strong>\u00a0su di lui le aziende detengono, ma anche\u00a0<strong>come sono trattati e come sono stati reperiti<\/strong>. Fino ad ora si trattava di una possibilit\u00e0 pi\u00f9 teorica che concreta, mentre con il GRDP<strong>\u00a0le societ\u00e0 saranno obbligate a fornire risposte<\/strong>\u00a0alle richieste, pervenute tramite raccomandata o posto certificata. \u00c8\u00a0anche possibile richiedere la cancellazione dei dati.\u00a0&#8220;Con le nuove norme le aziende si devono attrezzare a intervenire in modo tempestivo alla cancellazione effettiva e nell&#8217;informativa viene indicata la durata minima del trattamento&#8221; dice Maraffino.<\/p>\n<p><strong>Diritto all&#8217;oblio<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Nel caso in cui le informazioni personali siano trattate in modo non lecito o siano cambiate nel corso del tempo (senza essere opportunamente aggiornate), gli utenti hanno il diritto di chiederne la modifica o la cancellazione. \u00c8\u00a0il caso di informazioni che riguardino, ad esempio, un procedimento giudiziario che ha visto coinvolto un cittadino, poi assolto: questo pu\u00f2 esercitare il\u00a0<strong>diritto all&#8217;oblio<\/strong>, ottenendo che le notizie relative al processo siano cancellate o adeguatamente rettificate. Ci\u00f2 \u00e8 valido non solo per i mezzi di comunicazione, ma anche per i motori di ricerca, dove spesso finora rimanevano notizie del passato non modificate o integrate.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La responsabilit\u00e0 delle aziende<\/strong><\/p>\n<p>Il Regolamento europeo prevede che sia responsabilit\u00e0 delle societ\u00e0 che trattano dati fare in modo che questi siano salvaguardati in maniera efficace. Si tratta del concetto di\u00a0<em>accountability<\/em>, strettamente legato alla violazione della privacy, o\u00a0<em>data breach<\/em>: in pratica \u00e8\u00a0<strong>responsabilit\u00e0 delle aziende farsi carico della sicurezza<\/strong>\u00a0e, in caso di infrazioni o inosservanze, saranno proprio i possessori delle informazioni (e non chi le ha cedute, come accadeva finora) a\u00a0<strong>risponderne in prima persona<\/strong>, anche con apposite sanzioni.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0il caso di furti o attacchi informatici, che dovranno essere prontamente comunicati dalle societ\u00e0 al Garante e dunque anche agli utenti. Le sanzioni previste possono arrivare a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato delle aziende stesse detentrici dei dati. &#8220;Si tratta di sanzioni molto importanti, le aziende lavorano all&#8217;adeguamento da un anno, ma occorre anche a una maggiore consapevolezza da parte degli utenti sui dati che cedono&#8221; dice l&#8217;esperta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I dati dei minori<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Infine, un&#8217;attenzione particolare \u00e8 posta al trattamento delle informazioni per i minori, che non potr\u00e0 pi\u00f9 avvenire se non in presenza di un&#8217;apposita autorizzazione da parte del genitore. Questo varr\u00e0 per tutti gli under 16 e in particolare anche per l&#8217;accesso ad alcuni servizi internet, compresi i social media.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>fonte: ninjamarketing.it<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 25 maggio 2018 entra in vigore il GDPR, che contiene le nuove norme in tema di privacy. 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